Immagina di essere in transito lungo un cammino di ronda interno e di aver l'improvviso desiderio
di voler guardare attraverso la prossima feritoia. Immagina di esserci giunto e di infilare repentinamente la testa dentro. Immagina di rimanere sbalordito e senza alcuna, corta, atona parola per lunghi, interminabili, bellissimi minuti.
Guardare Serhij Polunin danzare mi fa pentire di non esser nato danzatore.
Se danza in una stanza Egli diviene stanza
se lo fa su un pavimento Egli diviene pavimento
se lo fa con altri danzatori Egli danza per tutti.
Non è solo a guardarlo che si gode della sua arte
perchè in realtà, anche se lo vedi all'opera,
non riuscirai mai a vederlo totalmente negli armoniosi movimenti. Egli balla per se.
Serhhij Polunin lo devi sentire mentre parla col suo corpo
e striglia i suoi muscoli
ed incita i suoi tendini
e soggioga le sue ossa al suo volere
e permette o vieta flussi al suo sudore.
Per seguirlo e godere dei suoi gesti devi divenire Lui da prima dell'inizio a dopo la fine
e non ossequiare giammai lo spazio che ti si apre davanti
o lodarti per l'estrema performance che solo tu e Lui potete realizzare.
Serhij Polunin è un'onda di vita che allontana tristezza e morte
al pari del germoglio che rompe la crosta. E' sabbia bagnata che cade sulla radice spoglia
in via d'appassimento e riparo dal freddo siberiano.
Se Vivaldi l'avesse incontrato, anche per caso, oggi avremmo tante primavere in più che non avremmo tempo di ascoltarle. Comunque, forse, si sono incontrati... ma solo per un attimo.
Grazie.
Nessun commento:
Posta un commento