lunedì 24 giugno 2013

OMAGGIO  A  FRANZ  KAFKA
_ Secondo la mia natura io posso accettare solo un mandato che nessuno mi ha dato. In questa contraddizione, sempre e soltanto in questa contraddizione io posso vivere._

L'originale, genuina ed innocente ferrea fede si spaccò d'un preciso tratto! Caddero copiosi i merli di tutte le mura dell'immenso castello e fu come terremoto inesorabile che non ascolta né fievole né temerario lamento. Crollarono i tetti delle abazie e delle guarnigioni e l'opaca polvere oscurò improvvisa la verdeggiante e fiorita primavera. Stipiti, architravi e vetri si confusero in una bolgia di scaglie e le mura cadenti travolsero il tutto. L'acqua non si trovò più imbrigliata e si sporcò di terra dopo esser morta rovinando nella ghiaia rumoreggiante e schizzando in là ad arruginire armature. L'aria irrespirabile. La fuga come unica via di salvezza.
Il disastro! Unilaterale. Non gestibile. Non arginabile. Sterminato. ... ...

... ... Oh! Non esageriamo comunque!... il grande Kafka ce lo insegna!

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